Duro attacco Rai al non profit

C’è da augurarsi che la Rai non affronti tutte le questioni come ha fatto lo scorso 16 luglio durante la trasmissione Uno Mattina Estate (Profit a chi? - Caccia alle Onlus tarocche) quando, parlando di alcuni casi di truffa di organizzazioni non profit, ha infangato un intero settore che in Italia produce il 4,3% del Pil: il Terzo Settore.
ShinyNote social network dedicato al Terzo Settore, nasce dall’idea di dare voce alle buone Storie, che siano esse gioiose, indignate, coraggiose ma sempre vere mai artificiose. Nasce in risposta alla tendenza dei media italiani che mettono in luce solo le notizie negative e in ombra le buone prassi che invece sono la normalità. Constatiamo che la Rai in questa trasmissione non solo ha confermato questa tendenza ma ha anche affrontato con superficialità, approssimazione e diffidenza, generando confusione e disinformazione, un tema che riguarda milioni di persone tra addetti ai lavori, volontari e beneficiari delle attività del non profit.
Auspicando che la Rai individuerà uno spazio televisivo in cui sarà dato diritto di replica, di seguito la lettera con la netta presa di posizione dell’Associazione Italiana Fundraiser, inviata alla Redazione di Uno Mattina Estate.
Giulia
Spettabile
REDAZIONE
UNO MATTINA ESTATE
Piazza W. De Luca, 4
00191 Roma
OGGETTO: Spazio televisivo “Profit a chi” Uno Mattina Estate 16 luglio 2012
Spettabile Redazione,
la vetrina sulla materia del nonprofit che la vostra trasmissione, da anni impegnata in una corretta e proficua attività di informazione al cittadino, ha dedicato lo scorso 16 luglio con un importante spazio televisivo di 24 minuti all’interno del vostro palinsesto, indica l’attenzione e l’interesse che l’argomento ha all’interno dei contenuti redazionali della trasmissione e verso i telespettatori che da sempre vi riconoscono equità e trasparenza nella gestione delle tematiche proposte.
Abbiamo tuttavia riscontrato che i contenuti e i messaggi profusi sui temi donazioni, fundraising e nonprofit italiano, sono stati gestiti, nell’occasione in oggetto, in modo superficiale e pressapochista, fornendo un’immagine denigratoria del Settore nel suo complesso oltre che fornire dati per molti aspetti inesatti o addirittura errati.
La confusione tra nonprofit e onlus, tra beneficenza e fundraising, tra donatore e fundraiser, è stata totale.
L’Assif – Associazione Italiana Fundraiser –, citata durante la messa in onda, è impegnata da anni nella promozione e formazione di professionisti nel settore del nonprofit e nella diffusione della cultura e dell’accreditamento del sistema in cui opera. Siamo consapevoli che il Settore nonprofit, e il fundraising nello specifico, nel nostro Paese siano ancora spesso confusi con generiche definizioni di “volontariato” ed “elemosina”. Il nostro lavoro, finalizzato allo sradicare preconcetti ancora duri a morire perché consuetudinari, è quotidiano e professionale. Il tipo di servizio offerto nei minuti concessi al tema da Unomattina non rende giustizia alla passione e all’impegno investiti nel raggiungimento di questo fine.
Solo qualche numero per farvi capire la portata del ruolo del Terzo Settore in Italia: dire nonprofit significa il 4.3% del PIL (era il 3,3% nel 2001); 500.000 addetti (uno dei pochi settori in crescita in questi anni di crisi creando occupazione per oltre il 70% femminile e a tempo indeterminato); significa circa 4.000.000 di volontari che donano il proprio tempo (per un valore stimato di circa 8 miliardi di euro equivalenti).
Soprattutto nonprofit significa milioni di persone e soggetti della nostra comunità civile che trovano, ogni giorno, risposta ai propri bisogni e alle proprie necessità grazie al lavoro degli operatori e degli enti di settore oltre al supporto di aziende, gestite con principi di Responsabilità Sociale d’Impresa, Fondazioni e Istituzioni.
Le attività di fundraising - che permettono al settore di alimentare, quotidianamente, i fini statutari che le Organizzazioni Nonprofit si sono assunti di fronte alla Comunità Civile prendendo in carico le esigenze del nostro sistema di Welfare - sono studiate, pianificate e gestite secondo strategie e logiche di marketing e comunicazione sociale, normativa e fiscalità vigente e linee guida etiche spesso autoregolamentate proprio in mancanza di una regolamentazione in materia.
Siamo consapevoli e attivi in prima persona nel contrastare, per come ci è possibile, quei pochi “furbetti” che infangano e screditano il lavoro di tanti professionisti e la reputazione di un Settore così prezioso come quello del Privato Sociale, patrimonio di noi tutti cittadini italiani in modo indistinto, e non solo di noi operatori.
Ci auguriamo pertanto che la Vostra spettabile redazione possa individuare un nuovo momento di dibattito televisivo in cui poter affrontare nuovamente la materia e approfondire con dati, risultati e testimonianze di “buone pratiche” il mondo del nonprofit e permettere in questo modo di fornire, agli attenti telespettatori che ogni giorno vi seguono, informazioni corrette e strumenti per conoscere, valutare e apprezzare il vero volto delle organizzazioni nonprofit e di tutto il lavoro che queste svolgono, oltre che al prezioso contributo che donatori, di denaro e di tempo e dei professionisti, forniscono ogni giorno.
Milano, 20 luglio 2012
Il presidente
Luciano Zanin